Shame (2012)

“Shame” è un opera d’arte che costringe a riflettere.



L’immensa solitudine di un affascinante trentenne in carriera, nell’era della comunicazione ed in una città affollatissima come New York, che trascorre ogni momento della giornata alla ricerca spasmodica di sesso, tra siti pornografici, riviste, incontri con prostitute e frequenti masturbazioni, sia fra le mura di casa che nel bagno dell’ufficio.

Una devastante dipendenza che non gli consente di vivere normali relazioni sentimentali e che lo spinge sempre più in basso, in un vortice di esperienze estreme, di disperazione e di totale vuoto interiore. A complicare il tutto, l’arrivo inatteso di una sorella sola e disperata quanto lui, che lo costringerà a fare i conti con un passato difficile e, probabilmente, incestuoso.

Il regista inglese Steve McQueen (omonimo dell’indimenticabile attore) tocca un tema estremamente delicato, e lo fa senza moralismo, senza giudizio, ma con tanta umanità.

Impeccabili sceneggiatura e regia (molta camera in spalla), perfetta la fusione tra immagini e musica, memorabile la prova dei due protagonisti, Michael Fassbender e Carey Mulligan.

(3.5/5) di Rita Manzo

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