La sceneggiatura

[ Questa è una guida base per chi vuole avvicinarsi al mondo del cinema. Tocca a voi continuare a studiare e ad approfondire tutti gli strumenti di quest’Arte. ]



Hai un’idea brillante. Nella tua mente vedi tutto, la scenografia, i dialoghi, i movimenti di macchina. Il finale, neanche a dirlo, è il più bello mai immaginato. Non resta che scriverlo. Ma non è per niente semplice.

Un produttore, un regista, un attore, leggendo una sceneggiatura deve poter subito entrare nella storia, immaginare i luoghi e appassionarsi al contenuto.

Per questo esiste un preciso metodo per scrivere una sceneggiatura.

Ricordiamo brevemente le fasi alla base di una buona stesura:

- l’idea, senza la quale non si va avanti;

- il soggetto, che racchiude di solito in un max di 5 pagine le intenzioni generali della storia;

- il trattamento, è un’esposizione più ampia della storia e dei concetti del testo, con una trattazione più ampia delle motivazioni psicologiche dei vari personaggi e dell’evoluzione degli avvenimenti (di solito si aggira sulle 20-30 pagine);

- la scaletta, riguarda la suddivisione dell’intera storia in scene. Serve ad avere sott’occhio lo svolgimento tecnico della storia e gli snodi della vicenda, così da poter avere un’idea generale di come apparirà sullo schermo;

- la sceneggiatura, il prodotto finito, l’alfa e l’omega di un lavoro che si spera talentuoso, supera di solito le 100 pagine.

Lo storyboard accompagna spesso la stesura della sceneggiatura. È una raccolta di disegni che anticipano le inquadrature, usato spesso per le sequenze complesse. L’intera troupe, con lo storyboard in mano, potrà lavorare meglio e con maggiore organizzazione, avendo sott’occhio ciò che dovrà comparire sullo schermo.


Il formato della sceneggiatura è un elemento essenziale in ambiente professionale. La leggenda secondo la quale le case di produzione non prendono in considerazione le sceneggiature che non seguono determinate convenzioni e layout delle pagine sono tutte vere, perciò è bene sapere alcune cose.

I caratteri

Partiamo col dire che, orientativamente, una pagina di sceneggiatura equivale ad un minuto di film.

Nei testi standard americani è d’obbligo il carattere “Courier 12”. Il formato della carta è US-Letter

I testi standard europei (italia-francia) sono meno vincolati alle convenzioni, per cui l’unica direttiva è il formato del foglio in A4, mentre e i caratteri possono variare.

La grammatica

Nel momento in cui si scrive una sceneggiatura di deve scegliere lo stile di scrittura.

Due sono i metodi di scrittura:

- manifestation oriented style: questo stile è il più diffuso. La narrazione è ridotta all’osso, linguaggio chiaro, senza dilungaggini inutili, proprio per garantire la facile comprensione al lettore;

- il secondo metodo è più complesso, si propone di raccontare per bene ogni singola scena, così come lo sceneggiatore l’ha pensata già adattata per lo schermo.

Il layout della sceneggiatura

Esistono 3 tipi di formati di pagina per le sceneggiature.

Il modello italiano divide la pagina in due colonne verticali. A sinistra c’è la parte descrittiva, a destra i dialoghi. La pagina si cambia ad ogni cambio scena. Questo metodo rende semplicissima la fase di spoglio della sceneggiatura.

Il modello americano (il più usato) dispone dialoghi descrizioni delle azioni e didascalie al centro della pagina. I dialoghi sono scritti in un margine ridotto. I nomi dei personaggi e le intestazioni delle scene sono tutte in maiuscolo. Il carattere obbligatorio è il Courier12.

Questo modello è il più usato proprio per la sua semplicità di lettura. Le descrizioni sono ridotte al minimo, per offrire all’immaginazione del lettore svariate soluzioni di resa scenica.

Il modello francese altro non è che la fusione di questi due modelli ed è il modello meno usato.

L’esercizio è alla base di ogni arte e mestiere. L’approccio alla sceneggiatura dev’essere morbido. Non affezionatevi alla prima grande idea che vi viene in mente, non sarà l’unica della vostra vita. Scrivetela per intero e poi passate ad un’altra e un’altra ancora. Prendete spunto ovunque, provate a scrivere film di ogni genere. Fatela leggere agli amici o a chi può darvi un giudizio oggettivo e spietato. Dovete amare le critiche, solo quelle, perché è su quelle che si deve lavorare. Siate maniacali nel cercare sempre più soluzioni di scrittura, finali alternativi, cambi di direzione nella storia. Infine prendete ispirazioni dai maestri, ma per creare qualcosa di nuovo. La copia spietata è la morte del cinema.

E adesso vi beccate una signora sceneggiatura, che ha reso celebre Mr. Tarantino. Uno script fortemente influenzato dal cinema orientale, europeo e americano, ma con una originalità estrema. LE IENE



di Andrea Balsamo

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